L'ultima notte della libreria Thornwood

Questa è una storia di una strega che non sa ancora di esserlo, una libreria destinata alla chiusura e un gatto nero che cerca di aiutare la giovane strega a risolvere l’enigma per salvare la libreria. 
 
Sarà in grado di farlo la giovane Elara?

La pioggia cadeva incessante sul villaggio scozzese che rendeva la giornata del 31 ottobre particolarmente tetra. Sullo sfondo il castello della potente famiglia Dunbrae osservava con aria solenne tutto ciò che era di fronte ad esso. Elara, giovane lettrice con la passione della scrittura, si fermò davanti la libreria che l’aveva accompagnata nei suoi magici viaggi fin da bambina. 

Era sempre stata diversa, strana a detta degli altri. Sentiva che qualcosa dentro di lei non funzionava con regolarità, come un orologio rotto. In quella libreria sembrava tornare ad essere sé stessa. Negli ultimi mesi qualcosa l’aveva turbata e doveva parlare con il proprietario della libreria, il signor Aldric Thornwood e chiedergli se la notizia della chiusura della libreria fosse reale.

Aldric Thornwood adorava quel posto, non poteva essere vero. Era un uomo dall’aspetto gentile ma dai modi un po’ strani. Parlava ai libri come se potessero ascoltarlo e rispondere, dava ordini al suo gatto nero che sembrava essere il proprietario di quel luogo e a volte i clienti di quella libreria indossavano strabi abiti ai suoi occhi. Se non fosse adulta avrebbe creduto che quella libreria fosse il luogo di incontro di tutte le streghe della Scozia.

Davanti a quella vetrina piena di libri, osservava con curiosità ogni volume. No, non poteva essere.

La notizia l’aveva raggiunta tramite un messaggio anonimo, arrivato al suo telefono da un numero sconosciuto: “Mezzanotte. Questa è l’ultima possibilità. La chiave è nelle pagine dimenticate.”

Spinse la porta con la mano tremante mentre con l’altra teneva l’ombrello. Il campanello tintinnò, ma di Aldric non vi era traccia. L’interno profumava di legna, carta, candele e quella particolare fragranza di magia che solo i luoghi veramente speciali possedevano. I libri si accatastavano su scaffali di legno scuro e li piccole candele accese creavano leggere ombre che permettevano di leggerne i titoli.

Sul bancone, il gatto nero la osservava con occhi ambrati.

“Ciao,” sussurrò Elara, avvicinandosi. “Sai dove trovo il tuo padrone?” chiese con dolcezza sentendosi un po’ sciocca.

Il gatto sbatté lentamente le palpebre, poi saltò giù e si diresse verso il fondo della libreria con la coda dritta.

Elara lo seguì tra i corridoi pieni di libri finché l’animale non si fermò davanti a uno scaffale particolare. I volumi qui sembravano più vecchi, rilegati in pelle consumata, con dorsi che brillavano di una luce fioca.

Il gatto miagolò e colpì con la zampa un libro rosso scuro. Elara non capì e guardò prima il gatto, poi il libro, con aria confusa.

Il gatto miagolò con insistenza e lei decise di prendere quel libro. Non appena lo estrasse dallo scaffale, qualcosa cambiò. I libri intorno iniziarono a fremere, le pagine a sfogliarsi da sole, le parole iniziarono a brillare sulle copertine e delle lettere ricomponevano formando frasi a lei estranee.

“Tre domande. Tre risposte. Tre chiavi.”

Il cuore di Elara accelerò. Aprì il libro rosso: le pagine erano bianche, tranne per una singola frase al centro:

“Cosa cerchi veramente tra queste mura?”

Prese la sua penna – sempre con sé – e sembrava vibrare nella tasca del cappotto. La estrasse e, con mano ferma, scrisse: “un luogo dove la magia non muoia mai.”

Le parole le erano uscite con spontaneità e si dissolsero nella pagina come inchiostro nell’acqua, e immediatamente un nuovo messaggio le apparve davanti:

“Prima chiave: ricorda.”

Un libro volò dallo scaffale, atterrando aperto davanti ai suoi occhi. Erano fotografie, ritagli di giornale, lettere. Era la storia della libreria. Il proprietario, il signor Aldric Thornwood, aveva raccolto questi volumi per decenni, creando un rifugio per chiunque cercasse magia e un riparo dalla realtà. Quel materiale serviva a non dimenticare. A ricordare.

Ma cosa era accaduto al signor Aldric? Erano mesi che non si vedeva più ed Elara aveva assolutamente bisogno di parlare con lui. 

Il gatto all’improvviso saltò su di un altro scaffale, accanto a un secondo libro verde smeraldo. Elara lo aprì e lesse la frase chiara sulle pagina bianche:

“Cosa sei disposta a sacrificare per salvare ciò che ami?”

La domanda le strinse il cuore. Guardò l’orologio: le undici e venti. Quaranta minuti a mezzanotte.

Scrisse con una certa fretta:

“Tutto ciò che ho. Anche me stessa, se necessario.”

“Seconda chiave: comprendi.”

Questa volta, il libro che si aprì mostrava schemi, diagrammi e simboli oltre una filastrocca. Per mantenere un luogo magico nel mondo fisico, qualcuno doveva diventarne il custode, legando la propria anima a quelle mura.

Aldric l’aveva fatto per quarant’anni. Ma quando un custode scompare senza un erede…

“Si è sacrificato,” mormorò Elara all’improvviso, con le lacrime agli occhi. “Ha dato troppo. E ora la libreria sta morendo con lui.”

Il gatto miagolò tristemente, strofinandosi contro di lei. Lo guardò e notò i suoi occhi, di solito gialli e lucenti, smorti e meno accesi. 

L’ultimo libro, nero come quella notte, giaceva già aperto sul leggio vicino alla finestra. La pioggia batteva forte e dal vetro le gocce sembravano piccole lacrime. 

Si avvicinò al volume aperto, dove lesse:

“Sei pronta a diventare ciò di cui questo luogo ha bisogno?”

Elara guardò fuori dalla finestra. La sua vita era là, nel mondo reale: il suo appartamento, il lavoro precario, le amicizie superficiali. Ma qui, tra questi libri, si era sempre sentita a casa. Ogni volta che aveva varcato quella soglia aveva trovato esattamente il libro di cui aveva bisogno, come se la libreria la conoscesse.

L’orologio segnava le undici e cinquantacinque.

Con mano ferma e una nuova convinzione scrisse:

“Sì.”

Il libro esplose in una luce dorata. Le parole si sollevarono dalle pagine di ogni volume nella stanza, vorticando intorno a lei come una tempesta di stelle. Il gatto si trasformò. Non era solo un gatto ma davanti a lei divenne l’ombra di Aldric Thornwood.

“Cercavo qualcuno degno,” disse la voce profonda dell’uomo. “Qualcuno che amasse questi libri quanto me. Qualcuno disposto a restare.”

“Sei stato qui tutto il tempo?” gli chiese Elara con timore e inredulità.

“In ogni pagina, in ogni parola. Aspettando. La libreria non può sopravvivere senza un custode, ma io non potevo più… resistere. Tu sei venuta qui ogni settimana appena hai iniziato a leggere. Hai letto, hai pianto, hai riso tra queste mura. Hai già lasciato parte di te qui.”

La luce si fece più intensa, avvolgendola. Elara sentì le radici della magia affondare nel suo essere, connetterla a ogni libro, ad ogni singolo tassello della libreria, ogni granello di polvere. Quando la luce svanì, lei era ancora lì. Ma qualcosa era cambiato.

Si guardò in fretta, notando il lungo abito viola che la avvolgeva e quel cappello nero da strega. “Non mi sta male” disse, guardandosi velocemente allo specchio.

Cercò con tristezza il gatto nero ma era come scomparso. A terra un biglietto: “ogni custode sa che ogni libro è una cura per ogni anima smarrita. Aiuta chi non crede alla magi a farlo di nuovo. E la libreria non morirà mai. Con affetto e gratitudine, Aldric.”

Il campanello tintinnò e lei sobbalzò. Guardò l’orologio: mezzanotte e due minuti. Un ragazzo zuppo dalla testa ai piedi entrò. Elara video lo sguardo perso.

“Scusi, so che è tardi, ma ho visto la luce. Cercavo…non so bene cosa cercavo” confessò sospirando.

Elara sorrise, sentendo la libreria vivere con forza. I libri sussurravano parole, titoli e consigli, suggerendole quale prendere per quel povero ragazzo.

“Benvenuto alla Libreria Thornwood” disse con gentilezza, ricordando la sua prima volta di tanti anni prima. “Qui trovi sempre ciò di cui hai bisogno.”

Un gatto nero apparve dalla fine del corridoio ed Elara sorrise. Le parve di vedere uno sguardo saggio in quel piccolo musetto scuro. 

Si affrettò a staccare l’avviso di demolizione fuori la porta. Il giorno di Halloween divenne così l’inizio di una nuova vita. La sua e quella della libreria. 

Dentro, i libri brillavano più luminosi che mai. E con essi, i cuori di chi li leggeva.

 

Anima perduta, dal cuore smarrito,
entra nella libreria se ti senti ferito.
Fai attenzione al giorno di Halloween,
potresti dover prendere una decisione importante.
Libri che parlano, indizi segreti,
sarai tu a custodire questi racconti?
Bada bene, smarrito viandante,
la scelta fatta è assai importante.
Ti lega per sempre a queste mura,
e dei libri sarai per sempre voce narrante.

Cari lettori,  mi auguro che questo piccolo racconto sia per voi un momento magico, dove perdersi per ritrovarsi. E chissà che non arrivi anche a voi un messaggio anonimo, da uno sconosciuto. Sarai il prossimo custode di una libreria magica?

 

Sara Iannone

Rifugio Dei Lettori