La vecchietta in giallo

Ci sono luoghi dove il tempo sembra quasi immobile e alcune panchine consumate racchiudono storie di vite esauste. Lara era arrivata su quella collina per un motivo preciso: un piccolo passo, e tutta la stanchezza dell’anima si sarebbe trasformata in leggerezza.

Ma non aveva fatto i conti con una vecchietta dal vestito giallo acceso e un sorriso da un solo dente, apparsa dal nulla al suo fianco.

“Non è perdersi il problema, mia cara,” le disse, “piuttosto è ignorarsi.”

E con quelle parole, tutto cambiò.

 

“Non è perdersi il problema, mia cara, piuttosto è ignorarsi” le disse la vecchietta apparsa all’improvviso al suo fianco. Non l’aveva sentita arrivare. Chissà da quanto era seduta anche lei su quella panchina consumata, che ne aveva viste tante di vite esauste.

Lara non si voltò, si limitò a fissare il vuoto che si apriva da quella piccola collina. Poco più avanti c’era un ponte e quello che doveva essere un luogo dove contemplare la bellezza del paesaggio era diventato famoso per l’esatto opposto.

Come molti prima di lei, era arrivata fin lì per un motivo preciso. Un piccolo passo e tutta la stanchezza dell’anima si sarebbe trasformata in leggerezza. Tante erano le domande che la facevano stare lì, seduta immobile.

La vecchietta, in silenzio al suo fianco, ammirava il paesaggio.

“Che libro stai leggendo?” le chiese dopo aver notato un titolo spuntare dalla borsa. Lara rispose distrattamente che parlava di una persona che non riusciva più a ritrovarsi. Ma non era riuscita ad arrivare alla fine del libro, spiegò.

“Oh beh, non sarà né la prima né l’ultima a sentirsi così. Perdersi è la cosa più bella che possa capitare.”

Questa volta Lara si voltò, con aria confusa. Che voleva quella signora? Provare a farle cambiare idea? Possibile che una sconosciuta avesse compreso le sue intenzioni? Strana la vita, pensò.

“Perdersi non è bello. A volte si ha l’impressione di essere solo un’ombra.”

La vecchietta, con indosso un abito giallo acceso e un cappello dall’aria insolita, annuì. “Le vedi tutte quelle persone che stanno camminando là, in basso? La maggior parte di loro si è persa e ritrovata molte volte e continuerà a farlo. Ma sai una cosa?”

Lara tornò a guardare in basso, dove gli esseri umani sembravano piccole formiche al lavoro. “Ignorarsi è il vero problema. La vita è come un bosco fitto: quando credi di aver trovato il sentiero giusto, eccone un altro che ti fa dubitare del precedente. Eppure i sentieri nascosti celano grandi meraviglie, come laghi azzurri o fiumi pieni di pesci.”

“E se io non riuscissi più a vedere nulla? Né laghi né fiumi?”

La vecchietta dal completo giallo e le scarpe viola le regalò un sorriso da un solo dente: “se non vedi i laghi, guarda le montagne.”

Lara sorrise spontaneamente. Erano mesi che non rideva, disse tra sé e sé.

La vecchietta continuò: “se non vedi neanche le montagne, guarda i prati. Oppure una sola foglia. Se non vedi neppure quella, guarda l’insetto che si posa sulla foglia. Hai mai pensato a quanto deve essere dura la vita di un insetto? Tu stai lì, per i fatti tuoi, ed ecco che un essere gigante vuole schiacciarti. Eppure, finito il pericolo, continui a fare le tue cose.”

Lara non aveva mai pensato alla vita di un insetto. Sì, forse sarebbe stato terribile nascere insetto.

“Lo vedi quel ragazzo grande e grosso laggiù?” continuò la vecchietta dal vestito giallo, “quello che sta aiutando a portare la busta piena di pane. Quello è il fornaio e sai cosa pensa? Che fare il pane sia l’unica cosa di cui è capace. Ti pare poco, birincolina?” esclamò la signora con energia.

Lara non aveva mai fatto caso al fornaio del paese, ma in fondo non faceva più caso a nulla.

“Il pane regala felicità, eppure Lorenzo crede sia cosa di poco conto” continuò la vecchietta senza chiederle se stava disturbando.

La ragazza si girò verso quella strana signora, ammirando l’audacia del vestito. Lei non sarebbe mai riuscita a vestirsi in quel modo. Poi la guardò come se stesse per fare una confessione: “io non riesco più a dedicare attenzione a nulla, non vedo più niente.”

“Smetti di ignorarti, bambina mia. Sei giovane, bella e talentuosa. Hai un cuore grande, occhi luminosi e nulla che tu non possa vedere, se li apri. Ma devi prima guardare qui” le disse poggiandole una mano sul cuore.

“E come si smette di ignorarsi e guardarsi dentro?”

La vecchietta sospirò, con le mani intrecciate e il volto serio. “Si inizia con l’accettarsi. Si vuole sempre essere perfetti, si pretende troppo da sé stessi, ma non siamo altro che corpi che un giorno invecchieranno e un cuore che non batterà per sempre. L’unica cosa eterna sarà la tua anima. E allora inizia ad accettarti per quello che sei, con le tue ombre e i difetti. Il destino del mondo non è nelle tue mani, ma il tuo sì.”

Lara, con le gambe incrociate e gli occhi gonfi, respirò a fondo, trattenendo il pianto. Si voltò per chiedere alla vecchietta chi fosse, ma all’improvviso non la vide più. Era sparita, come dissolta.

Sulla panchina una foglia verde brillante era al suo posto e sopra una piccola coccinella camminava ignara dei pericoli, con le zampette minuscole e una certa determinazione.

Non seppe il motivo, ma nel suo cuore una piccola scintilla era tornata a brillare. Si guardò le gambe, le mani, i piedi, si toccò il volto.  Iniziò a sentire il suo cuore battere e osservò il panorama. Rise forte, senza vergogna. Poteva apparire pazza agli occhi estranei, ma non le importava. 

“Devo smetterla di ignorarmi” si disse, e si abbracciò forte, con il vento che le solleticava il volto.

Non pianse. Si alzò piano, guardò il vuoto sotto il ponte e finalmente vide il lago dalle mille sfumature bluastre che faceva da specchio al cielo.

Si sarebbe persa ancora, ma era felice di poter guardare nuovi sentieri, grata di essere lì ad ammirarli.

Cari lettori,  mi auguro  che questo piccolo racconto vi sia piaciuto. Quante volte ci perdiamo nella vita, ma non è forse anche questo il bello? L’importante è non ignorare chi siamo, non smettere di volersi bene accettando ogni piccola sfumature di sé.

Se i miei racconti vi tengono compagnia, qui sotto trovate i miei libri, da leggere con calma e che mi auguro possano abbracciarvi nei momenti di solitudine e dirvi che la primavera, prima o poi, arriva sempre.

Una tazza di tè e un racconto

Eleonor.

Sara Iannone

Rifugio Dei Lettori