Il Profumo di Natale: il racconto

Proprio su questa magia è nato il racconto Il Profumo di Natale”, una storia che intreccia perdita e rinascita, tradizione e scoperta di sé.
 
 

La storia di Eveline Floridia inizia con una partenza. Lascia l’Inghilterra, la dimora di famiglia venduta per debiti, i genitori che l’hanno sempre trattata come un’estranea.  Destinazione? Una casa ereditata in Sicilia, a Modica, da una nonna che ha avuto poco nella sua vita ma abbastanza da lasciare un segno importante. La sua però non è una scelta dettata dall’amore ma dalla necessità.

Eppure, proprio quando crediamo di fuggire da qualcosa, spesso stiamo correndo verso ciò che stavamo cercando da sempre.

Al centro del racconto c’è il Laboratorio del Profumo, un luogo dove sua nonna ha iniziato tutto, con l’aiuto di Serafina. Nonna Melina e Serafina, due mondi apparentemente distanti – l’aristocrazia e la terra – unite dalla stessa sensibilità, hanno creato qualcosa di unico: profumi capaci di fermare il tempo, di imprigionare la felicità in una boccetta.

Eveline si trova davanti a questa eredità senza saperla decifrare. Non conosce la propria famiglia, è immune alle emozioni, o almeno così crede, e ha paura ma il laboratorio la aspetta, paziente, come se sapesse che prima o poi sarebbe arrivata.

Poi c’è il fantasma di nonna Melina. Non è una presenza inquietante ma consolatoria, ironica e materna. Melina è rimasta intrappolata tra due mondi, incapace di salire quella scala luminosa che la porterebbe oltre. Perché? Forse perché c’è qualcosa rimasto in sospeso tra lei e sua nipote. 

Attraverso i dialoghi con la nonna, Eveline scopre verità dolorose: l’adozione, i sacrifici, l’amore che sceglie anche quando sarebbe più facile voltarsi dall’altra parte. E scopre soprattutto che appartenere a una famiglia non è questione di sangue ma di scelta, di cura, di presenza.

Il Natale attraversa tutto il racconto come un filo rosso delicato, sottile, quasi arrivato al limite.  All’inizio Eveline lo odia perché sente che quest’anno passerà senza di lei ma il Natale porterà magia e qualcosa di inaspettato, un cambiamento che non potrà ignorare.

Scoprirà del giorno in cui nonna Melina trovò una bambina abbandonata davanti alla sua porta e decise di amarla e impara a capire anche gli errori e le paure di chi dovrebbe proteggerla ma non riesce a farlo. Ed è a Natale che Eveline finalmente capisce cosa significa avere una casa.

Arriviamo in Sicilia, dove la protagonista la vive negli odori della pasticceria, nel pane caldo del forno degli Spadaro, nelle scacce preparate da Carmela, nel dialetto veloce e incomprensibile all’inizio, poi familiare. È nei vicoli di pietra, nelle scale ripide, nella luce calda che entra dalle finestre ma soprattutto è nelle persone: Luca con la sua gentilezza mascherata, Carmela che riempie il piatto e il cuore, la signora Rosa della pasticceria che conosce tutti i segreti del paese. È una Sicilia che non chiede nulla ma offre tutto ed Eveline capirà che in quel tutto è nascosto il vero segreto del profumo di Natale, essenza che sua nonna ricreò ma che lei non riesce a ricreare.

Trovate il racconto qui.

Prendetevi il tempo per leggerlo con calma, magari con una tazza di tè e una coperta. 

Cari lettori,  mi auguro che questo piccolo racconto sia per voi un momento magico, dove poter perdersi per ritrovarsi.

Vi auguro di cuore buon Natale e che possiate sentirvi a casa, in qualunque posto siate. Perché il Natale è soprattutto questo: sentirsi amati.

 

Sara Iannone

Rifugio Dei Lettori